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Consigli Utili: Lavorare all'estero PDF
Non parlo bene inglese, vorrei lavorare a Londra per mantenermi, che possibilità ho?

Siamo davvero pronti per un'esperienza di lavoro all'estero? Consigli e note pratiche per partire con il piede giusto...


Quando incontro qualche studente che vuole andare all'estero a lavorare qualche mese pur avendo un livello di lingua scolastico e magari poca o nessuna esperienza lavorativa, la domanda che mi viene posta più frequentemente è: "E' facile trovare lavoro a Londra/Dublino/New York?"

E la mia risposta è sempre la stessa: "Dipende da cosa cerchi.."
Lavorare all'estero vuol dire essere flessibili per quanto riguarda le mansioni da svolgere (la maggior parte delle volte si va a fare il lavapiatti, solo i più fortunati riescono ad avere mansioni a contatto col pubblico come il cameriere), orari di lavoro e destinazioni.

Molti ragazzi partono allo sbaraglio in grandi metropoli convinti che queste offrano lavoro a tutti coloro che lo chiedano, indifferentemente dal livello di cnoscenza della lingua e dall'esperienza lavorativa.

Offerte di lavoro ce ne sono nelle grandi città, però bisogna scendere a compromessi con orari massacranti, paghe basse e poche o nessun offerta di alloggio da parte del datore di lavoro..perciò siamo ben lontani dall'idea di lavoretto part-time "giusto per pagarmi l'alloggio" con cui siamo partiti dall'Italia.

Un'altro aspetto con cui troppo spesso non facciamo i conti è il fatto che noi giovani del Mediterraneo siamo quelli che parlano meno inglese fra i nostri colleghi Europei. Magari sappiamo scrivere correttamente, leggere riviste scientifiche o abbiamo svolto la tesi su Shakespeare o Oscar Wilde però quando andiamo a lavorare all'estero subiamo la concorrenza di ragazzi dell'Est o del Nord Europa che parlano molto meglio di noi e sanno adattarsi molto di più a situazioni lavorative fisicamente e spicologicamente impenative.

Perciò prima di partire bisogna capire se ci interessa di più la destinazione o l'esperienza in sè.

Coloro che rientrano nella seconda categoria non mostrano titubanze nell'apprendere che in quella determinata località non sono disponibili programmi di lavoro e che quindi accettano di spostare i loro piani dalla metropoli a zone sperdute della Scozia o del Galles dove non si hanno le comodità e le attrattive delle capitali ma si ottengono condizioni di lavoro migliori: paghe più alte, vitto ed alloggio garantiti, assistenza in loco in caso ci fossero problemi.
Chi invece non vuole proprio modificare la destinazione scelta per vari motivi (perchè ho sempre sognato di andarci...oppure perchè il mio amico ci è stato e si è trovato benissimo) allora consiglio di cominciare con un corso di lingua anche di breve durata..

lo so che non avevi intenzione di andare a studiare però pensaci un attimo...
...così facendo ci si crea una rete di amicizie internazionali, si amortizzano le prime settimane di stasi in cui è praticamente impossibile trovar lavoro perchè si è spaesati ed arrugginiti con la lingua, si entra in contatto con un'organizzazione ben radicata nel luogo, il cui personale è composto da persone del luogo, che possono dare preziosi consigli e dritte su come muoversi alla ricerca del lavoro.
E' comune infatti che gli studenti siano aiutati con indicazioni dei professori del tipo C'è un mio amico che gestisce un ristorante in Dame Street che cerca sempre personale...oppure tramite le bacheche del lavoro che compaiono in molte scuole internazionali.

Viaggiare è sempre un'esperienza di vita che si stampa indelebilmente nel nostro bagaglio culturale, però prima di partire è meglio fermarsi un attimo in più a riflettere per capire se quello che aspettative abbiamo e che reali possibilità abbiamo per realizzarle. Solo così potremo evitare le delusioni e sfruttare al massimo la preziosa opportunità che ci siamo dati.
In ogni caso vi auguro un Buon Viaggio!!
Paola